Considerata la «città sentinella» per antonomasia, dove nel secondo semestre 2009 il Gruppo immobiliare Toscano segnala un risveglio delle transazioni e rialzi anche nei prezzi. Milano è la città che in genere anticipa i trend nazionali; nel secondo trimestre del 2007, per esempio, anticipò la crisi, poi diffusasi nel resto d'Italia nel corso del 2008. Ecco che oggi il capoluogo lombardo si riscatta con un +6,7% del numero di compravendite nel corso dei primi nove mesi del 2009 rispetto all'anno precedente, mentre il resto d'Italia segna un -2,15%.
«Con settembre il mercato appare più attivo» afferma Roberto Tolli, consulente del Gruppo Toscano a Milano, che aggiunge: «Anche se le difficoltà di accesso al credito non si sono affievolite, sembra essere tornata maggiore fiducia tra le persone. E con essa, sono ripartite anche le transazioni immobiliari».
RAFFORZA il trend positivo di Milano un altro indicatore, i tempi medi di vendita, che nelle zone centrali e semicentrali sono decisamente inferiori alla media nazionale. Nel resto del paese sono necessari in media circa 7 mesi per vendere un immobile, nelle zone centrali e semicentrali di Milano sono sufficienti dai 5 mesi ai 5 mesi e mezzo. Molto differente è la situazione nelle zone periferiche e nell'hinterland, dove i tempi medi di vendita sono addirittura superiori ai 7 mesi della media Italia. Una città a due marce, quindi, con i centri tornati ad essere reattivi, e le periferie, nelle quali la crisi è un elemento di attualità. Se è vero che Milano anticipa le tendenze del mercato italiano, possiamo aspettarci questa parziale ripresa anche nelle altre città: ciò potrebbe però anche essere il simbolo di un'Italia in cui si acuiscono le differenze sociali.

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