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Inviato da : ivan - Giovedì, 24 Aprile 2008 - 16:52


Moio De Calvi

In antico casale sapientemente ristrutturato con tecniche innovative, splendide soluzioni varie metrature e tipologie. Dettagli curati, travi a vista in legno pazientemente recuperate e restaurate, antichi rosoni in pietra, corselli e corte restaurata... antichi sapori di un tempo passato.

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Gli abitanti si chiamano MOIESI - C.A.P. 24010 - Distanza da Bergamo KM 40.5 - Altitudine 660 m. s.l.m. - Municipio: via Locatelli Telefono: 0345.81155 - Principali Frazioni: Curto, Miralago, Foppo, Costa - Coordinate: Latitudine 45°57'9"72 - Longitudine 09°42'6"48 - Misure: supeficie 6,17 kmq

Il territorio di MOIO DE' CALVI era antica riserva di caccia della nobile famiglia Veneziana dei CALVI che vi si trapianto' definitivamente Sotto la Repubblica veneta il Comune ebbe uno statuto speciale e nel 1492 viene costituita la Parrocchia (la chiesa attuale infatti risale alla fine del XV secolo). Le frazioni di COSTA e di CURTO conservano parecchie testimonianze (affreschi) con Venezia. Dal 1927 al 1956 fu aggragato al Comune di Martino de' Calvi, ora abolito. L'origine del nome MOIO (in origine MOJO) sembra derivare dal basso latino "molleus" nel significato di "Umidiccio". Il De Calvi, viene aggiunto successivamente in onore della famiglia Veneta che fece di MOIO la sua residenza. Il poggio di Moio venne scelto come residenza di villeggiatura della nobile famiglia Calvi d'origine veneziana, che aveva in zona un'ampia riserva di caccia. A lungo andare qualcuno dei discendenti vi fisso' stabilmente la propria dimora, integrandosi con i residenti locali, che erano dediti all'attività contadina. Ed infatti ancora oggi, accanto ad articolate architetture contadine rustiche e porticate, tipiche della vallata, si notano altri edifici di tono superiore, con decorazioni e fregi riconducibili allo stile veneziano.
Abitavano a Piazza, ma erano "Calvi" i quattro fratelli che nel corso della 1^ guerra mondiale, con altruismo ed abnegazione, si resero protagonisti di eroiche imprese per cui vennero insigniti di ben 25 medaglie al valor militare. Per anni li testimonio' la loro mamma. E il luccichìo di tutti quei metalli d'oro, d'argento e di bronzo non era niente in confronto alla luce dei suoi occhi che dettavano imperiosi moniti di pace, perche' niente puo' consolare il dolore di una mamma, se non la speranza che il sacrificio richiesto ai figli possa almeno evitare che altre mamme in futuro piangano la perdita prematura dei figli caduti. A monte del Lago Bernigolo sgorga una fonte, apprezzata da sempre per la leggerezza digestiva. Da quasi mezzo secolo viene imbottigliata e distribuita come Stella Alpina.

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